Bagno di Romagna
Bagno di Romagna si trova nel cuore dell'Appennino tosco-romagnolo, nel versante cesenate dell'appennino stesso, posto sulla direttrice tracciata dalla E 45, che unisce Ravenna a Roma. Bagno di Romagna conserva un'impronta tipicamente romana, perché nel 266 A.C., i romani conquistarono questo territorio, la cui posizione, in prossimità dei valichi appenninici, era considerata di grande importanza da un punto di vista strategico. Il territorio era già abitato, in quanto risiedevano in loco popolazioni di origine umbra. La città che venne chiamata Balneum, si sviluppò intorno ad una sorgente di acque calde e divenne con il passare del tempo un piacevole luogo di sosta, un luogo dotato di bagni termali, adatto per i viaggiatori che percorrevano la strada che collegava Roma a Ravenna, passando per le valli del Savio e del Tevere. Intorno alle sorgenti i romani edificarono un santuario ad una Ninfa, regina delle acque, ed uno stabilimento con vasche termali, che venne potenziato nel II secolo D.C. quando Marziale paragonò le acque di Balneum, acque considerate curative e preziose, a quelle di Baia, nota località situata nel golfo di Pozzuoli. Si deve ai Romani, dunque, la scoperta della vocazione termale di questa località che è famosa anche oggi per questa sua peculiarità. Nel territorio comunale di Bagno di Romagna si trova inoltre la diga di Ridracoli, che fornisce l'acqua ai comuni della Romagna. Attualmente Bagno di Romagna, di cui fa parte anche San Piero in Bagno, che più che una frazione è un paese di per se stesso, fa parte della regione Emilia-Romagna e della provincia di Forlì-Cesena. Non è stato sempre così, perché fino al 1923, il territorio di Bagno di Romagna, faceva parte della regione Toscana e nella fattispecie della provincia di Firenze.